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Sturmtruppen

Il maresciallo Cossu era poco marziale. Triplo mento, addominale floscio, gamba corta. Mi ricordava lo scherzoso soprannome che una vecchia amica aveva affibbiato a un suo troppo arrembante corteggiatore: il birillo. In servizio permanente alle cucine, questo prototipo del soldato da caserma – ordini secchi e perentori seguiti dal rantolo del sovrappeso – vantava continuamente mirabolanti avventure extra coniugali; probabilmente trafugava i preziosi viveri della mensa proprio per finanziare l'indefessa attività da mandrillo. Le conseguenze di queste ruberie per gli stomaci della truppa, ovviamente, erano devastanti: a dispetto delle tabelle ministeriali ben esposte – tabelle che garantivano una sana, bilanciata e variata nutrizione – il piatto unico settimanale consisteva invariabilmente in pasta e pomodoro. Di lenticchie, ceci, fagioli e parmigiano nemmeno l’ombra. Prendevano il volo, ben nascoste nella capiente station wagon del buon Cossu. A lui, che usava gli addetti alle cucine per trasportare il prezioso materiale premiandoli con forme di formaggio di pessima qualità, devo la mia idiosincrasia per il ragù (è più forte di me: basta l’odore per provocarmi incontrollabili conati di vomito).
Ora, degli indelebili ricordi del periodo in cui ho servito la Patria, quello di questa vera e propria macchietta in mimetica era il più riposto: me ne sono ricordato solo stamattina, leggendo dell’iniziativa di quell’altrettanto improponibile personaggio che risponde al nome di La Russa Ignazio, ministro della Difesa. A quanto pare, il Belzebù siculo che volle farsi alpino, ha deciso di mettere a dieta le nostre forze armate: “se sei militare – ha dichiarato – hai il dovere di tenerti in forma”. Da qui la redazione e la distribuzione della “Guida individuale alla preparazione fisica”, simpatico libretto rosso che consiglia esercizi fisici e modalità d’alimentazione per le nostre forze armate. A leggere il resoconto, lo confesso, mi è subito venuto in mente il Primo Arcovazzi di Ugo Tognazzi, con tutte le sottili allusioni legate al passato del simpatico Ignazio e alla sue fisiche velleità. Poi, per quei cortocircuiti della memoria, quelli capaci di illuminare la parte rettile del cervello e farti pensare le cose più impensabili, ho rivisto il birillo baffone, con il suo caratteristico affanno da obeso. E ho provato per il nostro ministro della Difesa una sconfinata, impagabile gratitudine. In fondo, giocare a immaginarsi i vari marescialli Cossu impegnati in estenuanti serie di addominali, mentre mi godo la succulenta pasta e ceci di Nennella, val bene un ringraziamento.

Pubblicato il 12/2/2009 alle 14.26 nella rubrica Diario.

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