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Diario
3 settembre 2009
Festival
Il morso della iena, l'ordalia barbarica, consuetudini da onorata società. La trama dello snuff movie "Italia 2009" non delude le aspettative: vince chi sopravvive
vittorio feltri
| inviato da WOLTER il 3/9/2009 alle 16:5 | |
29 maggio 2009
Peperoncino
Relazione piccante è un’espressione suggestiva. Richiama l’immaginario erotico della commedia sexy. Buchi della serratura, sbirciatine da sotto una scala, il filino di bava, come un riflesso condizionato, al mostrarsi del capezzolo. Anche in questo il Cavaliere conferma la sintonia con il carattere nazionale: è la via pecoreccia alla democrazia populista.
| inviato da WOLTER il 29/5/2009 alle 15:20 | |
16 febbraio 2009
La palla è tonda
L’inerzia della partita maledetta si intuisce con facilità. Quando il giocatore deputato ai miracoli fallisce di poco il colpo di tacco sotto rete (quello che entra nelle sigle televisive), sai, 9 volte su dieci, dove si andrà a parare. E, infatti, la squadra avversaria segnerà subito dopo, con l’unico tiro dell’intera gara. Successivamente non basterà la reazione veemente: il pallone attraverserà ripetutamente lo specchio della porta avversaria – a pochi centimetri dalla zampata risolutiva – mentre pali e traverse strozzeranno in gola l’urlo liberatorio. Non servirà nemmeno il guizzo di fantasia dell’allenatore. Stravolgere l’assetto tattico della squadra, alla ricerca dell’agognata rimonta, risulterà inutile: è una partita maledetta; meglio mettersi l’anima in pace e accontentarsi, se si spezza l’incantesimo, almeno del punto che smuove la classifica. Come se non bastasse, cinque minuti dopo il fischio finale, mentre rimugini sulle conseguenze per il prosieguo della stagione, arriva una telefonata: sono i tuoi amici e, tra strepiti, urla e sfottò, ti comunicano di una vincita di qualche migliaio di euro favorita, guarda tu, proprio da quella partita. Non avendo partecipato alla scommessa, crolli sul divano in preda a torbidi pensieri. Capisci che il dio del calcio, a differenza di Moggi, è crudele, ineffabile e beffardo: incapace, perfino, di concepire una decente legge di compensazione.
| inviato da WOLTER il 16/2/2009 alle 10:58 | |
13 febbraio 2009
Musica maestro
C’è una dimensione formale, oserei dire estetica, nella dialettica politica che, secondo alcuni, m’impedirebbe di guardare con chiarezza le cose in ballo. Non entrerò nel merito, dunque, riguardo all’utilità di una manifestazione in difesa della Costituzione – e alla scelta di affidarla a un ex presidente novantunenne, per giunta bigotto: magari servirà pure a presidiare le casematte della democrazia. Ma sulla colonna sonora - le struggenti melodie di Allevi e del Meraviglioso mondo di Amélie - mi si permetta una pacata presa di distanza.
democrazia
costituzione
scalfaro
| inviato da WOLTER il 13/2/2009 alle 11:5 | |
12 febbraio 2009
Sturmtruppen
Il maresciallo Cossu era poco marziale. Triplo mento, addominale floscio, gamba corta. Mi ricordava lo scherzoso soprannome che una vecchia amica aveva affibbiato a un suo troppo arrembante corteggiatore: il birillo. In servizio permanente alle cucine, questo prototipo del soldato da caserma – ordini secchi e perentori seguiti dal rantolo del sovrappeso – vantava continuamente mirabolanti avventure extra coniugali; probabilmente trafugava i preziosi viveri della mensa proprio per finanziare l'indefessa attività da mandrillo. Le conseguenze di queste ruberie per gli stomaci della truppa, ovviamente, erano devastanti: a dispetto delle tabelle ministeriali ben esposte – tabelle che garantivano una sana, bilanciata e variata nutrizione – il piatto unico settimanale consisteva invariabilmente in pasta e pomodoro. Di lenticchie, ceci, fagioli e parmigiano nemmeno l’ombra. Prendevano il volo, ben nascoste nella capiente station wagon del buon Cossu. A lui, che usava gli addetti alle cucine per trasportare il prezioso materiale premiandoli con forme di formaggio di pessima qualità, devo la mia idiosincrasia per il ragù (è più forte di me: basta l’odore per provocarmi incontrollabili conati di vomito). Ora, degli indelebili ricordi del periodo in cui ho servito la Patria, quello di questa vera e propria macchietta in mimetica era il più riposto: me ne sono ricordato solo stamattina, leggendo dell’iniziativa di quell’altrettanto improponibile personaggio che risponde al nome di La Russa Ignazio, ministro della Difesa. A quanto pare, il Belzebù siculo che volle farsi alpino, ha deciso di mettere a dieta le nostre forze armate: “se sei militare – ha dichiarato – hai il dovere di tenerti in forma”. Da qui la redazione e la distribuzione della “Guida individuale alla preparazione fisica”, simpatico libretto rosso che consiglia esercizi fisici e modalità d’alimentazione per le nostre forze armate. A leggere il resoconto, lo confesso, mi è subito venuto in mente il Primo Arcovazzi di Ugo Tognazzi, con tutte le sottili allusioni legate al passato del simpatico Ignazio e alla sue fisiche velleità. Poi, per quei cortocircuiti della memoria, quelli capaci di illuminare la parte rettile del cervello e farti pensare le cose più impensabili, ho rivisto il birillo baffone, con il suo caratteristico affanno da obeso. E ho provato per il nostro ministro della Difesa una sconfinata, impagabile gratitudine. In fondo, giocare a immaginarsi i vari marescialli Cossu impegnati in estenuanti serie di addominali, mentre mi godo la succulenta pasta e ceci di Nennella, val bene un ringraziamento.
dieta
la russa
ragù
nennella
| inviato da WOLTER il 12/2/2009 alle 14:26 | |
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